Un'ombra di luce.
Sono ormai tredici anni che calpesto il suolo di questa terra, tredici anni che la mattina cammino a piedi nudi nel giardino di casa mia e sento la sensazione dell'erba umida che mi solletica le dita e che mi mette di buon umore.
Mi chiamo Margherita, come un fiore, un piccolo fiore profumato, dai petali lisci come la seta.
Vi voglio raccontare la quotidianità della mia vita, perché è un po' speciale, diversa: io cammino a testa in giù in una terra dritta e rigida.
All'alba, quando il mondo si risveglia riscaldato dai primi timidi e tiepidi raggi di sole, io mi addormento. Mi alzo dal letto, mi preparo e mia mamma mi prende per mano e mi porta a scuola. Nella mia vita c'è sempre qualcuno che mi tiene per mano. Ora uno, ora l'altro, ma al mio fianco c'è sempre una persona che mi indica la strada da seguire, mi aiuta ad attraversare la strada o a salire le scale, e ciascuna ha un profumo diverso.
Ho dei compagni di classe splendidi, sempre pronti a ricordarmi che, nel loro mondo di vivi, io sono una dormiente. Forse, a modo loro, mi vogliono anche bene, ma non ha importanza. Mentre sono a scuola conto i secondi, quando torno a casa giro di continuo la clessidra dei minuti, il mio orologio scandisce con un suono lo scorrere di ogni ora. Il tempo mi prende in giro, non passa mai, a volte mi sembra di impazzire.
Allora studio, rido con gli amici, mi preoccupo, mi innamoro anche, proprio come tutti gli altri.
Il mio corpo fa questo per me, io dormo.
Poi, quando la sera i rumori diurni lasciano spazio alla pace della notte, mi sveglio, mi stacco dal mio corpo che giace abbandonato nel letto e inizio a vivere. E a vedere.
Vedo l'incanto di un cielo stellato, il rosso della ciliegie mature, il grigiore di un mattino di pioggia. Vedo i raggi di sole filtrare tra i germogli delle piante, vedo la bellezza nella pericolosità di una tempesta in mare aperto.
Cammino a piedi nudi su prati verdi, cosparsi di fiori variopinti, e sono sola, nessuno mi sostiene, posso muovermi in piena armonia con il mio corpo.
Mi chiamo Margherita, come un fiore, un fiore tenero e bianco, candido come la neve. Non ricordo bene il bianco, non lo vedo più da quando avevo due anni. Sono cieca, e la notte è mia.
Penso anche che la scelta del nome di lei non sia stata casuale, poichè 'Margherita' è si il nome di un fiore, ma in principio il suo significato era 'perla', e veniva dato alle bambine per sottolinearne la purezza e la solarità. Sicuramente hai reso giustizia alla bellezza di questo nome.
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